Tutti sappiamo che giro di visibilità per le nostre attività si crea con i profili pubblici su facebook. Guardando un po sul sito mi sono trovata davanti sempre più spesso aziende che utilizzano male questa funzione, pensando di crearsi un audience e cosi avere più contatti creano profili personali. Questo oltre che andare contro il regolamento di facebook va anche contro la legge di mercato che racchiude questi tentativi sotto la parola SPAM.
Nei social network non conta la quantità dei collegamenti che crei, ma la loro qualità. Questo tipo di approccio alla Rete, oltre a costringere le persone ad alzare barriere sempre maggiori alle comunicazioni ricevute, non produce per le aziende alcun risultato positivo. I termini di servizio di Facebook sono chiari: gli account personali sono per le persone, e per le attività ci sono le pagine! Se tutto questo ancora non bastasse, il rischio è quello di vedersi da un giorno all’altro disattivato l’account e di perdere tutti i contatti.
Altro esempio da non seguire sono i gruppi che nascono con nomi di aziende o sponsorizzando le stesse. Questi sono da considerare delle vere e proprie community è quindi sbagliato creare un gruppo sulla propria attività, ma semmai crearne uno a supporto che avvicini e faccia condividere le proprie passioni. Esempio se la nostra attività è incentrata sulla vendita di film dvd creare un gruppo sul cinema, o sugli attori farà avvicinare utenti interessati al genere e di consequenza vi porterà visibilità.
giovedì 11 giugno 2009
Nei social Network non conta la quantità ma la qualità
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