giovedì 9 luglio 2009

TUTORIAL FOTO HOSTING

TUTORIAL FOTO HOSTING

In virtù della chiusura del gestore delle foto a gennaio 2010 (vedi articolo Proroga gestore delle foto), noi di PointOfWeb abbiamo deciso di pubblicare questo articolo, fondamentalmente sarà composto da immagini, infatti più che articolo vero è proprio possiamo chiamarlo “TUTORIAL AL FOTOHOSTING“, consultabile ai soli associati avendo anche la possibilità del download.

E’ oppurtuno a mio avviso spiegare alcune cose fondamentali prima di procedere, spiegare molto brevemente perchè consigliamo Aruba anzichè altre società. Tengo a sottolineare che tra PointOfWeb ed Aruba.it non c’è alcun accordo commerciale e nessun componente del CDA di PointOfWeb è dipendente di Aruba.

Il motivo di questo consiglio è semplicissimo, a mio avviso è l’unico di mia conoscenza che riesce a soddisfare sia qualitativamente ed economicamente titte le tasche. Ovvio che per il fotohosting servono pochi servizi da acquistare: spazio web illimitato (windows), 5 caselle email, antivirus, antispam e back-up. La cifra si aggira sotto le 40,00€ all’anno.

Un altro motivo è dato dal fatto della gran diffusione dell’utilizzo di Aruba, quindi questo tutorial potrà rispondere ad alcuni quesiti.

Ad onor del vero ci sono siti che offrono questo servizio gratuitamente, ma da esperienza vissuta sulla mia pelle, non mi sento di consigliarveli, per il semplice motivo che, per via del sovraffollamento e le limitate capacità dei loro servers, spesso questi siti si sentono costretti a ripulire i servers per fare spazio a nuovi utenti, con la catastrofica conseguenza della pardita delle nostre foto sulle inserzioni. Alcuni di questi siti danno inoltre la possibilità di creare account a pagamento, ma a questo punto, perchè pagare per avere solamente uno spazio per le foto quando possiamo avere un vero e proprio dominio?

venerdì 12 giugno 2009

PHISHING, occhio all’esca!

Definizione:In ambito informatico il phishing (”spillaggio (di dati sensibili)”, in italiano) è una attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, ed è utilizzata per ottenere l’accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto di identità mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto messaggi di posta elettronica fasulli o messaggi istantanei, ma anche contatti telefonici. Grazie a messaggi che imitano grafico e logo dei siti istituzionali, l’utente è ingannato e portato a rivelare dati personali, come numero di conto corrente, numero di carta di credito, codici di identificazione, ecc. fonte wikipedia

Spesso accade di sentire persone vittime di questo fenomeno, si riceve un’email e poco dopo ci ritrova con l’account rubato nel migliore dei casi, altre volte peggio ancora accade di vedersi il conto bancario svuotato.
Fino a quelche anno fa riconoscerle era semplice, arrivavano email in inglese, russo, etc, ma ormai hackers hanno fatto passi da gigante raffinando le tecniche di “pesca” scrivendole in perfetto italiano imitando alla perfezione il layout originale.
Malgrado questo facendo attenzione e utilizzando poche ma semplicissime regole si riesce a rimenere al riparo:
l’email deve contenere sempre il tuo nome utente;
nessuna istituzione come banche, eBay, Posteitaliane, PayPal, etc ,vi chiederanno tramite email di modificare il vostro nome utente e password, ogni messaggio ORIGINALE sarà presente sulla messaggistica dell’account;
spesso il link contenuto nel messaggio è controllabile (NON CLICCARE) evidenziarlo e cliccare con il tasto destro del mouse selezionado “proprietà”, la finestra che apparirà sul desktop ci rivelerà la reale destinazione del link. Ma ATTENZIONE, spesso il link è molto simile a quello originale, es. www.ebay.it potrebbe essere www.e.bay.it .

anche se gli hackers hanno raffinato le tecniche di pesca spesso cadono in errore inserendo caratteri in alfabeto cirillico al posto delle vocali accentate.
l’utilizzo di
gmail per gestire la posta elettronica potrebbe aiutarci di molto a questo scopo, il filtro antispam e antiphishing argina di molto il fenomeno ma non lo risolve.

Se dovessimo avere il minimo sospetto di aver “abboccato” accidentalmente all’esca, cambiare il prima possibile user e password e cercare di contattare il gestore del servizio.In caso di eBay, se fosse troppo tardi oltre al danno possiamo avere anche la classica beffa, sul nostro account ci saranno in vendita prodotti non nostri messi in asta dagli hackers stessi allo scopo di vendere, incassare e non spedire, lascio immaginare le conseguenze, e come se non bastasse ci sarà impossibile accedere all’account per via del cambio password ed email associata ad esso.
Saverio Ammiraglia

Skype nelle inserzioni e nei negozi eBay

Skype nelle inserzioni e nei negozi eBay.

Una delle novità che eBay ha appena introdotto e che a brevissimo saranno definitive, è la rimozione del pulsante Skype dentro i nostri annunci.
Spesso si è rivelato un sistema di comunicazione ottimo tra acquirente e venditore favorendo nell’immediato la comunicazione risolvendo dubbi o eventuali inesattezze presenti nei nostri annunci.
Inutile nascondere che tante vendite al di fuori della piattaforma eBay sono state portate a termine grazie a Skype.

Visualizzazione immagine


Mettendo la stringa html nelle proprie inserzioni e in homepage si potra' usare comunque questo prezzioso strumento.
Se questo codice andrà messo sulla homepage, apparirà anche su tutte le pagine personalizzate e pagina IO.

Saverio Ammiraglia

Facebook agli Italiani

Facebook agli Italiani

Gli utenti italiani di facebook potranno finalmente loggarsi al sito attraverso il it. Lo hanno deciso gli esperti del Crdd (Centro risoluzione dispute domini), uno degli enti accreditati dal Registro dei domini italiani per la gestione delle procedure di riassegnazione dei nomi a dominio. Si tratta di procedure di risoluzione alternativa delle dispute, predisposte per prevenire e combattere i fenomeni di ‘cybersquatting’, ossia l’accaparramento dei nomi a dominio italiani.

Nel Marzo del 2006 fiutando l’enorme potenziale di Facebook, John Michael Preston decise di acqistare il dominio e creare una pagina contenente link che reindirizzavano ad altri siti, in diretta concorrenza con Facebook.
Il procedimento dispone la riassegnazione del dominio Facebook.it (quello italiano) alla società Facebook UK Ltd e «recepisce tutte le sue contestazioni, dalla mancanza di alcun titolo o diritto sul nome fino alla malafede da parte del ‘cybersquatter internazionale.

cybersquatting

Non è questo l’unico caso infatti il 2008 è stato un anno boom per il fenomeno del cybersquatting.
E a farne le spese sono stati Google la Fifa e Scarlett Johansson, ma anche la BBC, l’università di Yale, eBay, e il BlackBerry, alcuni casi sono stati scoperti anche su facebook, (
vedi caso Coca Cola) ma con l’arrivo del 13 Giugno facebook chiarirà anche questo punto.

giovedì 11 giugno 2009

Nei social Network non conta la quantità ma la qualità

Tutti sappiamo che giro di visibilità per le nostre attività si crea con i profili pubblici su facebook. Guardando un po sul sito mi sono trovata davanti sempre più spesso aziende che utilizzano male questa funzione, pensando di crearsi un audience e cosi avere più contatti creano profili personali. Questo oltre che andare contro il regolamento di facebook va anche contro la legge di mercato che racchiude questi tentativi sotto la parola SPAM.

Nei social network non conta la quantità dei collegamenti che crei, ma la loro qualità. Questo tipo di approccio alla Rete, oltre a costringere le persone ad alzare barriere sempre maggiori alle comunicazioni ricevute, non produce per le aziende alcun risultato positivo. I termini di servizio di Facebook sono chiari: gli account personali sono per le persone, e per le attività ci sono le pagine!
Se tutto questo ancora non bastasse, il rischio è quello di vedersi da un giorno all’altro disattivato l’account e di perdere tutti i contatti.
Altro esempio da non seguire sono i gruppi che nascono con nomi di aziende o sponsorizzando le stesse. Questi sono da considerare delle vere e proprie community è quindi sbagliato creare un gruppo sulla propria attività, ma semmai crearne uno a supporto che avvicini e faccia condividere le proprie passioni. Esempio se la nostra attività è incentrata sulla vendita di film dvd creare un gruppo sul cinema, o sugli attori farà avvicinare utenti interessati al genere e di consequenza vi porterà visibilità.